13 attitudini da campione
di Francesco Pattarello
Cosa distingue un campione dagli altri?
Nell’ambito del concetto di Modellamento, ben noto in PNL, illustrerò le 13 attitudini che sono state osservate in coloro che sono eccellenti nella loro specialità sportiva (e non solo) , e che possono portare uno sportivo a migliorarsi continuamente fino a diventare un campione.
Si tratta di un modello estratto dalla realtà: uno sportivo eccellente dovrebbe potersi identificare in tutte queste 13 attitudini.
Uno sportivo che non è ancora eccellente potrà identificarsi solo in alcune scoprendo che l’adozione graduale e consapevole delle rimanenti può fare concretamente la differenza tra la sua performance attuale e quella aderente al suo miglior potenziale.
1) Un campione è disponibile a fare pratica sul campo, non si accontenta delle teorie. Ogni volta che impara qualcosa di nuovo, poi ne verifica subito l’efficacia nella pratica e, se ne è soddisfatto, integra questa nuova abitudine nel suo gioco.
2) Un campione impara un pezzetto alla volta e gestisce le sfide man mano che si presentano. Non perde tempo a porsi problemi teorici ma risolve quelli reali se e quando si presentano, e solo in seguito ne trae delle conclusioni utili per lui (vedi la mano parlantedi Nadal, ritornerò su questo argomento).
3) Un campione ha imparato, consciamente o inconsciamente, a mettere in pratica il processo di apprendimento dalla fase di incompetenza inconscia a quella di competenza inconscia (vedi il mio articolo "Modellamento/Le origini")
4) Il campione si spinge oltre la propria Zona di Comfort ed è disponibile a fare ciò che occorre per riuscire. (dice Arnold Schwarzenegger: “Quelle ultime 2 o 3 o 4 ripetizioni, ecco cosa fa crescere i muscoli. Ecco cosa distingue un campione da chi non lo è. Se riesci ad attraversare il periodo della fatica, questo ti renderà un campione. Se non riesci ad attraversare il periodo della fatica, allora lascia perdere. Ed ecco cosa manca alla maggior parte delle persone: avere le palle – le palle per dedicarsi a questo e dire solamente … “Non mi interessa cosa succede” . Non ho paura di svenire in palestra … ho vomitato molte volte quando mi allenavo. Ma non importa, perché ora so che ne è valsa la pena).
5) Separare gli insegnamenti utili da quelli inutili: il campione si Concentra sulle attività funzionali al suo obiettivo e lascia perdere il resto. E così, focalizzandosi sul suo obiettivo, non disperde la sua energia fisica e mentale (dice Tiger Woods: La mia mente è la mia parte più forte).
6) Un campione ha l’apertura mentale e la volontà di verificare in campo nuove idee anche se non sempre sembrano logiche. Prima di dire "questa idea non funzionerà per me" la prova e poi eventualmente esprime giudizi. Ed è proprio così che scopre cosa funziona meglio per lui.
7) Impegno e desiderio di capire i principi che ci sono dietro le idee quando queste funzionano per lui.
8 ) Nessuno è perfetto, tutti commettono errori. Il campione agisce sapendo che nulla è impossibile e trova un modo per individuare le convinzioni limitanti (ovvero non funzionali ad un gioco ottimale) e per cambiarle con convinzioni funzionali ai suoi obiettivi. E se commette qualche errore cerca di trarne fuori un insegnamento utile. Quindi se qualcosa va storto cerca di capire cosa ha sbagliato e fa un piano su cosa e come farà meglio la volta successiva.
9) Il campione non attribuisce la colpa agli altri se qualcosa non funziona. Si assume la responsabilità per se stesso e per i risultati del proprio gioco. E quando vince condivide il merito con tutto il suo staff. Ha la volontà di valutare se stesso in modo regolare e diimparare dalle critiche senza prenderle personalmente (vedi tra gli altri, l’esempio di Valentino Rossi).
10) Il campione si spinge il 20% oltre ciò che già conosce e più in là dei dati a sua disposizione. Sa bene che non esiste fallimento ma risultati, e che questi risultati gli offrono l’opportunità di imparare, di crescere e di migliorarsi ancora. (vedi Valentino Rossi e la suamaestria nello spingersi oltre quello che pensa essere il suo limite attuale)
11) Il campione si pone le domande giuste per vedere se è sulla giusta strada. Pensaci un attimo: le domande che ti fai ti sono d’aiuto o ti bloccano?
12) Il campione frequenta persone che sono migliori di lui e si cerca uno o più mentori ai vari livelli tecnico, fisico e mentale. Perché sa che c’è sempre qualcuno migliore di lui per ognuno di questi livelli. Si guadagna la loro fiducia e il loro consiglio, chiede loro di fargli da mentore, dimostrando con i fatti che è disponibile ad imparare con umiltà.
13) Il campione verifica se i risultati sono commisurati allo sforzo che sta facendo. Se non lo sono, è disponibile a rivedere cosa può migliorare. Un campione sa bene che anche un campione può migliorare ancora.
Ti sembrano attitudini difficili da coltivare?E chi ha mai detto che è facile essere un campione?
Ma almeno abbiamo delle linee guida, possiamo prendere l’esperienza eccellente altrui e modellarla per farla nostra, risparmiando così tempo ed errori inutili, pur sapendo che “errori”probabilmente ne faremo comunque ma almeno nella direzione giusta!
i principi
La pazienza e la costanza sono qualità fondamentali per raggiungere fino in fondo qualsiasi impresa degna di essere affrontata. Vi sono 6 principi : che racchiudono la " fermezza della " casa "
Concentrazione.
controllo.
baricentro
fluidità
respirazione
precisione .
Naturalmente la conoscenza unita alla praticità e
all 'esperienza non sono figli della casualità
Attilio Sessa
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Impugnatura
impugnatura appena accennata per:palla da stringere ( stretta, filotto di colpo in testa con avversaria a colla
impugnatura stretta per:palla da allargare ( filotto in apertura su palla piena, giro da allargare )
Origini del biliardo
Sembra che il biliardo sia nato in Oriente. A farlo conoscere in Europa sarebbero stati i Templari, i monaci-guerrieri del potente ordine fondato, attorno al 1118 d.C., dal francese Hugo de Payns, allo scopo di proteggere dalle scorrerie degli infedeli i pellegrini che si recavano in Terra Santa a visitare il Santo Sepolcro. Questa provenienza da Est del nobile gioco sembrerebbe confermata da un manoscritto in lingua inglese (citato da A.P. Daniels in "Billiard Magazine" dell'ottobre 1921) dell'epoca delle Crociate, in cui si descrive un gioco chiamato "biliardo", molto popolare tra i Templari: "Il gioco fu introdotto dai cavalieri Templari al loro ritorno dalla Palestina. All'epoca era considerato non solo un passatempo, ma un mezzo per preservare la salute". Il biliardo a quei tempi, va precisato, era molto diverso da come lo si conosce oggi. Si trattava di un gioco praticato all'aperto, su un terreno possibilmente livellato, dove i contendenti non si disputavano il possesso della palla - come succedeva, invece, in altri giochi tipo l'hockey o il polo - ma si alternavano al tiro, come nel golf o nel croquet, lottando, nell'ordine, contro se stessi il percorso e l'avversario. Lo strumento di propulsione era un bastone chiamato billart. Sembra proprio che il termine "biliardo" derivi da questo strumento particolare, piuttosto che da "bilia", come vorrebbero alcuni studiosi. Quali fossero gli obiettivi del gioco lo vediamo in una interessante raffigurazione databile attorno al 1350. Il giocatore di sinistra, armato di una specie di spatola come l'avversario, sta cercando di far passare la sua palla sotto l'archetto per guadagnarsi, così, il diritto di tirare al grosso birillo di destra, il cui abbattimento rappresenta l'obiettivo del gioco. Il rivale, però, è in posizione più favorevole. Ha già eseguito un buon colpo di approccio che gli dà ottime possibilità di abbattere il birillo al tiro successivo.
...cercherò di ...
Io ho 40 anni(quasi) molti di questi anni li ho passati all'interno delle sale biliardo della mia città e delle città limitrofe, cercando la perfezione, mi sono però reso conto che in un gioco così complesso,e propio per questo così affascinante, la perfezione e legata a troppi fattori, e troppo distanti tra loro. Di cosa sto parlando? ma del gioco del biliardo. e quando dico gioco del biliardo intendo tutto il gioco del biliardo partendo dall'italiana e la goriziana a stecche su bialiardi con e senza buche (come ormai si gioca da diversi anni)la carambola artistica a 3 5 sponde o libera sempre sul biliardo senza buche, il pool o come viene chiamato 8-15,il 125 che anchesso si gioca con biglie umerate,il PALLA 9 per intenderci quello del film "la stangata", Lo snooker e molti altri giochi che sarebbe troppo lungo menzionare. Ora cercherò di spiegare cosa è in realta il biliardo e perchè bisognerebbe avvicinarsi ad esso. Il biliardo è : difesa, attacco,intelligenza,bisogna sempre tener conto del tiro che si lascerà all'avversario, per potersi di conseguenza preparare al tiro che ci verrà lasciato di conseguenza.Il biliardo forma il carattere delle persone che lo praticano, per poter giocare nel miglior modo possibile è necessario diventare freddi calcolatori, ed approfittare anche del più piccolo errore dell'avversario,la concentrazione deve sempre essere al massimo, il tuo mondo nel momento che giochi e racchiuso dalle 4 sponde,gli abitanti del tuo mondo in quel momento sono le biglie e il tuo avversario, e molto importante quando giocate contro un amico, guardate in fondo a voi stessi,e cercate di non mentirvi,voi state giocando per vincere e dimostrare così la vostra superiorita,non state giocando per divertirvi, vi divertirete nel momento in cui metterete la parola fine alla partita da vincitori,o da perdenti l'importante sarà sapere che avrete dato tutto ciò di cui disponevate per poter vincere, ed allora ,solo allora sarete contenti del vostro operato. La cosa importante e giocare bene secondo le proprie possibilità,solo così non sottovaluterete gli errori fatti, e da loro capirete comè è possibile migliorare. Per quanto mi riguarda,ho giocato per molto tempo da solo, allenandomi quasi ossessivamente prima di ogni gara, i miei avversari sono stati molteplici e il più delle volte ho incontrato giocatori del calibro di Nestor Osvaldo Gomez, Carlo Cifalà,Riccardo Belluta,Giampiero Rosanna, a volte vincevo e a volte perdevo, ma sempre ho dato il meglio di me,e di conseguenza sono sempre uscito vincitore dallo scontro, anche se avevo perso sapevo che la sconfitta era solamente dovuta alla maggior abilità e a volte fortuna del mio avversario. Oggigiorno purtroppo ho dovuto smettere con mio grande rammarico il gioco agonistico, nel 1996 sono rimasto vittima di un incidente e da allora non riesco più a rimanere in piedi a giocare per troppo tempo, e siccome a me le cose piace farle bene o niente ho preferito smettere, ogni tanto vado a fare qualche partita, con ragazzi che si avvicinano al biliardo, per insegnare a coloro che sono in grado di capire come si gioca a biliardo, alcuni proseguono da soli e quando mi incontrano mi dicono delle loro prodezze bigliardistiche, altri invece non sono tagliati per il gioco del biliardo e continuano così a giocherellare tra di loro, esultando dei punti fatti, ma senza sapere perche si sono fatti,e statene certi che quel tiro così bello che ha dato così tanti punti rimarra unico a se stesso, perchè solo chi sa quello che sta facendo potrà avere la possibilità di ripeterlo e ripeterlo ancora con lo stesso risultato per chissà quante volte. Molto ci sarebbe ancora da dire su questo gioco che affascinava i re, ma già ho scritto molto e so che a volte leggere non appaga la curiosità per questo dico a chi leggerà prova a giocare e vedrai che il bigliardo ti appagherà degli sforzi fatti per capirlo. P.S. UNA VOLTA UN SAGGIO HA DETTO: L'IMPORTANTE E' PARTECIPARE PER TUTTA RISPOSTA IO GLI RISPONDO " SI VEDE CHE NON RIUSCIVA A VINCERE"
Bilanciatura della stecca
-Baricentro piú avanzato irrigidisce la stecca, quindi maggior trasferenza di energia, quindi piú spinta sulla battente, per contro sui tiri con effetto si ha maggior tendenza allo scarto (deviazione della battente contraria all' effetto).
- Baricentro piú arretrato si ammorbidisce la stecca, minor trasferenza d' energia, maggior controllo dell' effetto, per contro maggior tendenza alla sbandata (deviazione della battente verso l' effetto)
Posizione del corpo
Assumere la posizione corretta per eseguire il tiro è IMPORTANTISSIMO, la maggior parte degli errori commessi sono dovuti ad una posizione errata sul biliardoLe cause degli errori infatti dipendono principalmente da: un equilibrio instabile che pregiudica l'esecuzione del tiro, una posizione errata della testa (e quindi dell' occhio che prende la mira) che porta come conseguenza un grave errore di mira. Il giocatore deve assumere una posizione naturale e rilassata che gli consenta un equilibrio stabile (e una mira precisa) durante l'esecuzione del tiro.E' importante che vengano rispettate queste poche "regole": La posisizione è stabile, comoda e rilassata. Il giocatore non deve sentirsi in equilibrio precario; Se il giocatore usa solo un occhio per mirare è bene che questo sia in linea con la stecca; Il piede destro (per i destri) allineato anche questo con l'asse della stecca; La mano sinistra bene appoggiata sul panno per consentire un sostegno sicuro per la stecca; L' avambraccio destro cade in verticale e si muove liberamente avanti e indietro.
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Colpitura di lancio
La colpitura di lancio serve quando bisogna trasportare la battente dopo l'impatto verso la corta superiore ,si attua con avversaria bassa ed è indipendente dall'effetto.La forza è quella delle tre passate -tre passate e mezzo e si attua attraverso un'impugnatura arretrata ed un ponticello lungo (25-30cm) .Al momento dell'impatto con la battente aprire l'indice ed il pollice(le cosi' dette pinze del diavolo) e tenere la stecca con le altre dita senza stringerle sfruttando per il lancio il solo peso della stecca.La sbracciata deve essere fluida senza bloccaggio appunto ed il braccio deve finire tutto il movimento di penetrazione senza ostacoli alla corsa.
Colpitura di progressione
la colpitura di progressione si adotta con bilia avversaria alta vicino sponda corta,impugnando la stecca a 10-15 cm dal punto di bilanciamento,penetrando poco la battente con bloccaggio della stecca,maggiore è l'effetto da trasmettere minore sara' la penetrazione e maggiore il bloccaggio.Tutto cio' permetterà un controllo maggiore della propria bilia ,una apertura graduale(progressiva),da qui il nome,dell'avversaria verso il castello .
Introduzione
L'Argomento riguarda: la giusta posizione del corpo il modo corretto di impugnare la stecca formare il ponticello dove colpire la bilia come eseguire il tiro e un minimo di teoria generale sul comportamento delle bilie. .Per i più esperti, alcune spiegazioni, potranno sembrare banali e scontate, ma per chi non ha mai giocato, anche una semplice definizione come "colpo in testa" potrebbe creare "terribili" dubbi e perplessità! Al contrario di quello che molti pensano... il Biliardo non è eccezionalmente difficile. E' necessario però conoscere i pochi principi di base che governano il gioco, al fine di progredire e migliorare autonomamente.L'errore più comune del principiante è quello di voler imparare subito le cose difficili quando ancora non è in grado di colpire correttamente la propria bilia.
Strategia e filosifia
biliardo ha due componenti: filosofia da una parte e strategia dall'altra.
Le scelte filosofiche regolano la condotta dell'individuo, ma le scelte individuali vengono fatte in funzione della strategia scelta e dell'evoluzione degli eventi.
Le nostre scelte filosofiche sono di indole astratta: “non gioco per denaro, perseguo la perfezione in ogni tiro, non mi interessa vincere ma giocare al meglio". Il giocare in difesa o in attacco non è una scelta filosofica, bensì una scelta strategica, dettata dallo studio della situazione di gioco.È virtualmente impossibile giocare sempre e solo in difesa o sempre e solo in attacco, un'attitudine del genere non “è” da persone intelligenti.
Il biliardo è un arte che richiede studio e pratica, senza una buona base teorica ed un allenamento costante non si riesce a conoscere il gioco a fondo, il che porta a scelte strategiche errate . Una conoscenza piena della tecnica di gioco E DEI PROPRI LIMITI, portano al raggiungimento di quello stato mentale tanto ricercato da tutti noi e questo stato mentale porta automaticamente alla realizzazione di scelte strategiche vincenti.
FONDAMENTALI
Impostazione
1° individuazione del punto di equilibrio della stecca(36-46 cm dal gommone di protezione)
2° impugnatura a circa 20 cm dal punto di equilibrio
3° metodo di impugnatura della stecca
a)CRADLE
appoggio solo nella sacca delle dita,senzache vi sia contatto con il palmo della mano
b)MARTELLO
stecca afferrata come un martello
c)ANELLO
LA STECCA
Lunghezza 135-145
Peso 550-720
Diametro in punta 10-12 mm
Girello o gommino 10-12
LE BILIE
DIAMETRO 63 mm
PESO 220 gr.
DENSITA' 1,71
COMPOSIZIONE pura resina fenolica
IL BILIARDO
ALTEZZA DA TERRA 75-80 cm
SPONDE 56 mm
PIANO DI GIOCO compreso la sponda 142x284
PIANO DI GIOCO reale 136x278 cm